Piccoli gesti quotidiani 3 – Stirare meno, stirare meglio

Per una di quelle coincidenze che ho imparato a prendere sul serio, l’altra sera chiedevo a mio marito se potevamo provare l’esperimento di non stirare più le magliette bianche che mette sotto le camice in ufficio. Le avrei piegate per bene, cercando di eliminare le pieghe e sarebbero state messe nel cassetto così. Mentre lo facevo mi son venuti sotto mano tanti altri indumenti che spesso stiro per abitudine: l’abbigliamento sportivo, gli strofinacci da cucina, le federe…l’esperimento è stato esteso anche a quelli. La coincidenza di cui parlavo all’inizio è che il giorno dopo aver iniziato questo esperimento mi è capitato di leggere il link a questa guida per stirare meno. Grande entusiasmo da parte mia e lettura attenta per cercare di seguire i consigli forniti.

Vantaggi: stirare meno vuol dire più tempo libero e più energia risparmiata.

Svantaggi: a seconda del tipo di lavoro che si fa, non si può eliminare del tutto lo stiro, le camice e alcuni altri capi d’abbigliamento devono continuare a essere stirati.

Piccoli gesti quotidiani 3 – Stirare meno, stirare meglio

Permacultura

La prima volta che ho sentito parlare della Permacultura è stato quando stavamo organizzando un viaggio di famiglia negli Stati Uniti, nei primi mesi del 2009. Stavo pensando all’itinerario che aveva due tappe sicure: Chicago, per visitare i parenti di mio marito e il parco di Yellowstone perchè io volevo visitarlo da sempre. Prendere accordi coi parenti voleva dire scambiarsi un sacco di mail, da una delle quali saltò fuori che un cugino viveva in Colorado e si occupava di questa strana disciplina.

Lì per lì, troppo occupata a stabilire come arrivare da Chicago

a Yellowstone

non approfondii, anche perchè il viaggio si svolse poi anche tra i parchi di Arches e Canyonlands fino a Monument Valley e nel Colorado ossia circa 2000 miglia da pianificare per bene.

Ma al ritorno a casa un tarlo si muoveva nella mia testa, per caso ero venuta a conoscenza di qualcosa di nuovo e questo mi aveva colpito molto. Forse era il mio momento per esserne colpita, tanto per cominciare. Inziò la mia ricerca in rete riguardo a questa fantomatica parola. Pensavo che in Italia fossimo come sempre molto indietro ma mi sbagliavo, quindi trovai un po’ di materiale da leggermi dal quale risultava che la Permacultura si riferisce e si occupa di progettare insediamenti umani sostenibili, realizzati imitando la natura e non combattendola, seguendo tre principi base “Cura della terra”, “Cura delle persone” “Condividere le risorse”… tutte nozioni molto belle ma che ancora non riuscivo ad comprendere bene.

Continuavo intanto le ricerche in rete e per caso venni a sapere che un insegnante di Permacultura in Inghilterra aveva proposto un nuovo approccio per affrontare certi problemi che molto probabilmente noi uomini e donne del pianeta Terra ci troveremo ad affrontare in un porssimo futuro. Questo insegnante era Rob Hopkins, il suo approccio è la Transizione. Da lì le cose precipitarono o meglio accelerarono decisamente: la Transizione era già arrivata anche in Italia grazie al lavoro di Cristiano Bottone e altre persone, a Monteveglio, c’era un gruppo di persone molto attivo (e c’è ancora grazie al cielo) e anche a Carpi alcuni ragazzi e ragazze che conosco da sempre cercavano di fare qualcosa.  Anche a Carpi da un annetto siamo in Transizione ed è meglio esserlo volenti e per tempo che nolenti e quando la situazione sarà fuori controllo.

E la Permacultura? Durante questa girandola di eventi continuavo a dirmi che volevo saperne di più, due libri vennero acquistati ma ancora qualcosa mi sfuggiva, non era ancora il momento giusto.

Qualche giorno fa invece ho partecipato a un fine settimana di introduzione generale alla Permacultura, a Monteveglio e finalmente qualcosa ha iniziato ad andare a posto. Non che adesso io possa spiegare per filo e per segno di cosa si tratta, come si opera etc etc.

Però posso dire che adesso capisco perchè Permacultura è la contrazione tra “permanente” e “cultura”: perchè è un campo in cui siamo spinti a rifarci davvero una cultura sulla natura, sul mondo che ci circona e che abbiamo letteralmente sotto i piedi. Siamo spinti a riconsiderare come utilizziamo l’energia per coltivare il cibo e per  le attività quaotidiane, prediligendo gli usi più razionali anche. Siamo spinti in ultima analisi a prenderci la responsabilità delle nostre scelte. So che queste cose non “vibrano”  subito, al primo impatto…ma basta iniziare a considerare con più attenzione la propria vita perchè inizino a farlo e si sia spinti a cambiare le cose che sono da cambiare e a studiare per imparare le cose che non sappiamo: da dove viene il mio cibo? chi lo produce? cosa succede a migliaia di contadini quando compro prodotti fuori stagione? perchè un cibo è nutriente? dove vanno a finire i miei rifiuti? quanta energia uso per scaldarmi, muovermi? potrei usare meno la macchina?

Il viaggio è lungo…

Permacultura

Piccoli gesti quotidiani 2

Per andare a lavorare e tornare a casa devo fare circa 60 Km al giorno. Spesso sono di corsa perchè so di dover arrivare presto là o di dover fare tante commissioni a casa, quindi vado forte, come la maggior parte di quelli che dividono la strada con me. Per dirla tutta c’è gente che va molto più forte di me, che cerca ogni buona occasione per superarti e nell’attesa di riuscirci ti sta attaccata dietro. Ma andare velocissimi e poi frenare inevitabilmente allo stop, alla rotonda o quando c’è una macchina davanti non immediatamente superabile è una buona strategia? Io ho deciso che farò i 90 Km/h, diciamo per il 90% del tempo in cui sarò per strada.
Vantaggi: spero di consumare meno metano (ho una panda a metano presa la scorsa estate).
Svantaggi: forse arriverò in ufficio e a casa più tardi.

Piccoli gesti quotidiani 2

Piccoli gesti quotidiani

Dato che non riesco a fare la doccia fredda e che ci vuole sempre qualche minuto perchè arrivi l’acqua calda, raccogliere l’acqua fredda che esce in un secchio da tenere in bagno e usarla poi al posto dello scarico del water.
Vantaggi: risparmio dell’acqua dello scarico
Svantaggi: bisogna fare un po’ di movimentazione manuale di pesi

Piccoli gesti quotidiani