L’orto, partendo dal seme

Ho preso dei contenitori di fortuna, dalle bottiglie di plastica usate, del terriccio dal giardino dietro casa, ho comprato dei semi al supermercato. Spesa: metano per andare al supermercato e qualche euro per i semi.

Ho messo del terriccio in ogni contenitore, circa tre dita, poi ho messo qualche seme in ogni contenitore. Ho messo semi di pomodoro, prezzemolo e basilico. Ho aggiunto acqua per mantenere sempre il terriccio umido e sistemato i contenitori in un angolino della taverna, vicino alla finestra perchè prendessero un po’ di luce.

Ogg ho visto che i pomodori per primi hanno iniziato a germogliare

Aggiornamento: esperimento fallito. I germogli sono morti perchè non ho manenuto il terriccio adeguatamente umido. Li avevo piazzati in un posto un po’ fuori dai piedi, che si è rivelato essere *troppo* fuori dai piedi. Ora capisco cosa vuole dire individuare la zona zero e la zona uno in un progetto di permacultura. Vuol dire sistemare quello che deve essere regolarmente controllato in un luogo tale che lo si possa controllare facilmente. Anche per la compostiera ho imparato la stessa lezione. Ma questo è un altro post..

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L’orto, partendo dal seme

Non tirare lo sciacquone (Piccoli gesti quotidiani)

Alcuni stanno facendo coming out a seguito del mio post in cui dicevo che mi impegnavo a raccogliere e riutilizzare la prima acqua fredda che esce dalla doccia in attesa della calda.

Se vogliamo, in piccolo, questo di raccogliere l’acqua è un primo gesto permaculturale che possiamo fare in casa: in questo modo la stessa acqua svolge due funzioni diverse e questo è un principio che la progettazione in permacultura deve sempre rispettare.

Restando sul tema “acqua” ho da poco inziato a raccogliere anche l’acqua di cottura delle verdure, che metto da parte e uso per il giardino.

Non tirare lo sciacquone (Piccoli gesti quotidiani)