Cucinare insieme – Occupy the kitchen

Qualche giorno fa c’è stato un nuovo appuntamento con Mani in Pasta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Eccomi mentre cerco di schiacciare per bene le castagne bollite per fare gli gnocchi, con la collaborazione di mia zia.

Cucinare è molto rilassante, se si è già rilassati in partenza. Nelle corse frenetiche dei giorni lavorativi non è facile rallentare e cercare di mettersi in una disposizione d’animo tale per cui la cucina sia un’attività piacevole. Capiuta spesso di cucinare pensando ad altro, magari con frustrazione o con rabbia. Invece tutto risulta più buono se ci si concentra sugli ingredienti, studiandoli, assaggiandoli e sulle persone per cui si sta cucinando (sé stessi compresi).

Negli ultimi tempi poi mi chiedo spesso se tornare a spendere tanto tempo in cucina per prepararsi da soli gran parte del cibo sia segno di miglioramento o di regressione del nostro livello di benessere. E’ innegabile che per staccarsi dal modello in cui si delega tutto al supermercato e aumentare la propria resilienza occorre dedicare tempo ed energie al procurarsi frutta, verdura, pasta, farina e altro dai fornitori che conosciamo direttamente, tramite il gruppo d’acquisto, la frequentazione del mercato contadino, considerando anche le possibili forme di autoproduzione prmaria. La verdura che ti vende il contadino amico solitamente è più sporca di quella da vetrina del supermercato; la cassetta di stagione richiede un certo lavoro per pulire tutto il contenuto e prepararlo per i successivi utilizzi. Il pane fatto in casa è buonissimo e dà soddisfazione ma non è una lavorazione istantanea…a volte il tempo a disposizione è poco, da dividersi anche eventualmente con un lavoro, un minimo di cura della casa (pur senza ossessioni) e un po’ di presenza con il resto della famiglia. Insomma, è bello e giusto tornare a occupare le proprie cucine delegando meno all’industria; forse saremo costretti a farlo, quindi tanto vale iniziare ora. Però questo non deve portare a rinchiudere di nuovo alcuni in cucina (30-40 anni fa erano le donne, ho mantenuto il discorso volutamete neutro ma spesso succede questo in sostanza).  Tra le tante cose  che di dobbiamo inventare, c’è anche questa, probabilmente.

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