Ti bastan poche briciole: serata di degustazione del miele

Ieri sera alcuni novelli Baloo  hanno partecipato all’incontro organizzato dal Gruppo d’Acquisto La Festa, di cui sono socia da qualche anno, e dalla Cooperativa Eortè.

La serata prevedeva la degustazione di diversi tipi di miele prodotti da uno dei fornitori del Gruppo d’Acquisto. Per quanto riguarda me però è stata anche l’occasione di imparare tante cose nuove sulle api e sul miele, a integrare le poche e vaghe nozioni apprese  alla scuola elementare  tanti anni fa.  Cristiano, dell’azienda produttrice, ci ha infatti descritto con passione il proprio lavoro raccontandoci della complessa organizzazione sociale che vige in ogni famiglia di api. Ci ha detto come la famiglia si sviluppa in questi mesi a cavallo tra inverno e primavera, di come alle prime fioriture lui sia pronto a portare le cassette contenenti le famiglie nei luoghi più idonei affinchè le api trovino facilmente i fiori, di come si possano utilizzare anche gli altri prodotti delle api: cera, propoli, pappa reale.

Tra un assaggio e l’altro (ottimo il miele di castagno e quello di melata, che viene fatto a partire non da polline come gli altri, ma da una sostanza prodotta da un gruppo di insetti i quali si nutrono a loro volta della linfa delle piante), il discorso si è spostato anche sui fattori che danneggiano le api:  i prodotti chimici usati in modo massiccio nell’agricoltura industriale, le monoculture che distruggono la biodiversità (meno polline a disposizione, meno varietà di miele), i cambiamenti climatici. L’anno scorso ad esempio, oltre a dover fronteggiare l’inquinamento, le famiglie di api sono state gravemente danneggiate dall’ondata di freddo arrivata dopo un inverno relativamente mite proprio nel momento in cui iniziavano a schiudersi le uova deposte durante i mesi precedenti. Anche il caldo eccessivo è un fattore negativo, bisogna essere pronti a tenere sempre d’occhio le cassette per verificare che le famiglia abbiano nutrimento e scorte da parte. Tornando al discorso dell’inquinamento, l’importanza delle api è già stata  riconosciuta, tanto che sono state condotte varie esperienza in cui i preziosi insetti basate sull’assunzione che essi fungano da bioindicatori del danno chimico del’ambiente in cui vivono attraverso due segnali:  l’alta mortalità nel caso dei pesticidi e i livelli di residui che si possono riscontrare nei loro corpi e nei prodotti dell’alveare nel caso degli antiparassitari e degli altri agenti inquinanti come i metalli pesanti e i radio nuclidi.

Non son mancati vari cenni al perchè alcuni mieli siano sempre liquidi, come al momento della raccolta, mentre altri, liquidi all’inizio, in seguito cristallizzino: ha a che fare con la diversa composizione chimica e il contenuto di zuccheri.

Infine ci è stato lasciato un ricettario perchè il miele è molto versatile in cucina, oltre ad avere numerose proprietà benefiche. Cercherò di pubblicarle presto nel sito de La Festa, nella sezione Ricette

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Ti bastan poche briciole: serata di degustazione del miele

Serata autocostruzione – Progetto 10000

Ieri sera ho partecipato all’incontro organizzato da Carpitransizione sull’autocostruzione in edilizia.

La serata aveva l’obbiettivo specifico di presentare il “Progetto 10000” ossia l’autocostruzione assistita di moduli utilizzabili come alloggi o per uso ricreativo e di incontro in materiali bioedili, sostenibili, smontabili, riutilizzabili e soprattutto confortevoli grazie al buon isolamento termico. Il progetto è rivolto alle famiglie e ai gruppi di cittadini del cratere del sisma emiliano che hanno necessità di trovare una abitazione temporanea o un luogo per svolgere attività sociali per i prossimi anni, in attesa della ricostruzione. Inoltre esso è pensato per un minimo di 10 nuclei famigliari che vogliano iniziare insieme, formando un Gruppo d’Acquisto.

Alessandra e Mina, dell’associazione Bioecoservizi che ha ideato il progetto, ci hanno anche parlato di che cosa comporta aderire a un cantiere di autocostruzione: in primo luogo vuol dire rendersi disponibili a partecipare alla progettazione, non più rivolgendosi ai tecnici dicendo quanto si vuole spendere e aspettandosi un prodotto finito. Fin dalle fasi iniziali, si va avanti se si dedica tempo e idee a quello che si vuole costruire; solo così è poi possibile, tra le altre cose, stabilire quali saranno i costi e il lavoro richiesto ai partecipanti. E’ un passo difficile a volte da fare, ma autocostruire in bioediliza vuole anche dire guardarsi dentro e capire quanto ci si vuole mettere in gioco, perchè non si è più clienti di un mercato ma coproduttori. Inoltre l’autocostruzione fa molto di più che costruire l’edificio, contribuisce ad allacciare rapporti con l’ambiente e con la comunità, soprattutto nei casi in cui le persone vengono da un evento catastrofico in cui non si sono persi solo beni materiali ma anche relazioni tra le persone e i luoghi. L’autocostruzione con materiali naturali, sostenibili, a filiera corta è anche un modo per far partire certe economie locali che in questo periodo sono stagnanti. Ad esempio, se si costruisce in terra-paglia la paglia può essere fornita da un contadino vicino al cantiere, se si usa il legno esso può essere lavorato da una segheria della zona; la lana per isolare le pareti può venire da un allevamento di pecore italiano. Come ci ha ricordato Mina alla fine dell’incontro, in fondo fino a 50 anni fa l’autocostruzione con materiali locali era l’unico modo per costruire.

Serata autocostruzione – Progetto 10000