Cibo buono – C’è (quasi) sempre l’alternativa

C’è un’alternativa a cosa? Al cibo industriale che spesso compro perchè sono di fretta o rientro tardi e non ho tempo di cucinare. Il mio punto debole sono i sofficini, non so voi: anche dopo qualche anno di riflessione su cosa vuol dire alimentazione naturale, sui legami dell’alimentazione con la salute, dopo aver cominciato ad acquistare tramite un Gruppo d’acquisto e al mercato contadino, mi trovo talvolta a comprare quei simpatici prodotti del Capitano o le loro imitazioni perchè tra l’altro il gusto è moolto sfizioso. Ora, non mi addentro nell’analisi degli ingredienti di questi prodotti industriali perchè non sono in grado di dare un giudizio tecnico, non essendo un nutrizionista, mi limito solo a dire che quando compriamo questo cibo lo facciamo perchè “il tempo è poco, sono di corsa, sono anche in offerta 3×2” e varie altre motivazioni.Non ci chiediamo se sono cibi sani, non ci interroghiamo neanche su quanto costi produrli, trasportali fino al supermercato e lì conservarli in termini energetici. Costano poco in termini di soldi (che poi non è neanche vero, credo) e questo basta.

Eppure, cercando in rete, è molto facile reperire la ricetta per produrli. Io li ho fatti ieri sera seguendo queste indicazioni, essendo rientrata dalla giornata di lavoro alle 19. Mi sono detta: si, ho poco tempo e forse preferirei fare altro adesso, ma proviamoci!

Il risultato è stato molto soddisfacente:

 

questo è l’unico che sono riuscita a fotografare prima che venissero spazzati via..non ho impiegato tanto, diciamo 40 minuti in tutto, compresa la cottura. Si, ho sporcato un po’ di stoviglie e posate di cui con i prodotti industriali non avrei avuto bisogno

A margine riflettevo quindi che spesso il “non ho tempo” è una scusa per mascherare un po’ di pigrizia, tratto senz’altro umano di cui però è bene essere consapevoli. D’altra parte, il rimettersi a cucinare molto prevede ancora, almeno in Italia che sia mediamente la donna a segregarsi pazientemente in cucina per autoprodurre le alternative sane (anche per l’ambiente) al cibo industriale. Questo è quello che davvero voglio? Tornare in cucina per ore da sola?? I pomeriggi “Mani in Pasta” sono molto più divertenti, sarebbe bello tornare a cucinare di più insieme e non ciascuno a casa sua, sarebbe molto meno frustrante.

Riguardo ai sofficini homemade, ho scoperto poi di aver trasgredito a una regola di Michael Pollan, il noto scrittore ormai considerato il guru della sana alimentazione: “Non mangiare niente che la tua bis-nonna non riconoscerebbe come cibo”. Non credo proprio che la mia bis-nonna riconoscerebbe quei deliziosi intrugli come cibo; però ho anche seguito ben due regole dello stesso Pollan: “Mangiate tutto il cibo-spazzatura che volete se siete voi a cucinarlo” e “Evitate il cibo pubblicizzato in televisione”. Forse poi, indagando bene tra le numerose regole, ne ho rispettata anche qualcuna in più !

 

 

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